Platone fu il primo filosofo a riconoscere all'anima una natura spirituale e dunque immortale. Illustrò nel Fedro (un suo dialogo) un mito in cui questa è paragonata ad una biga: l'auriga e i due cavalli, uno bianco e uno nero, rappresentano ognuno i tre aspetti dell'anima:
L'auriga incarna l'anima razionale, o ragione, che risiede nel cervello. Il cavallo chiaro rappresenta la volontà che si sottomette alla ragione, è la parte dell'anima dotata di sentimenti di carattere spirituale. Il cavallo scuro rappresenta l'istinto che al contrario si ribella e si dirige verso il mondo dei sensi. La guida ne risulta perciò alquanto problematica e la biga deve essere diretta verso l'Iperuranio, luogo metafisico dove risiedono le "Idee".
Curiosamente, se dividiamo i 21 Arcani Maggiori numerati in 3 gruppi
da 7 carte l'uno, scopriamo che vi corrispondono questi tre aspetti
dell'anima.
L'auriga conduce l'intero carro/anima cercando di fermare i cavalli dall'andare in direzioni opposte, per procedere verso l'illuminazione.
Platone intendeva spiegare con questo mito la reincarnazione: una rinascita quale saggio o filosofo ad aspettare chi avesse spronato di più il cavallo bianco, una vita da persona ignorante per chi non fosse riuscito a tenere a bada quello nero.
Il Carro, Arcano Maggiore numero 7, illustra questo mito. Platone suggerisce che l'amore sia la forza che conduce verso il divino, se guidata dalla ragione.
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domenica 11 novembre 2012
martedì 3 gennaio 2012
Tributo a Pamela Colman Smith
Durante una conferenza di tarotisti tenutasi in Gran Bretagna, sono stati ritrovati negli archivi del National Trust di Smallhythe Place nel Kent degli sketch inediti di Pamela Colman Smith. Si sa che la Smith si recava spesso in quella zona per trovare quiete e ispirazione. Per chi ha familiarità con il mazzo da lei illustrato, è emozionante provare un senso di riconoscimento così profondo per il suo stile pittorico, quasi a ritrovare degli amici perduti.
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mercoledì 23 novembre 2011
L'incredibile scoperta del secondo mazzo di Tarocchi di Waite
Ma torniamo alla scoperta.
Un secolo dopo la prima edizione del famoso Waite-Smith (Dicembre 1909) esce questa incredibile notizia (Settembre 2011) della scoperta di un secondo mazzo di Tarocchi firmato Waite.
Sembra che i trionfi non solo siano ricchi di simboli, ma vi siano corrispondenze cabalistiche all'Albero della Vita e note dello stesso Waite a margine.
Il clamore è stato seguito di pari passo dalla controversia, in quanto nell'ondata di eccitazione e nella fretta di parlarne sembra siano state dette delle imprecisioni e si sa, nella comunità esoterica certe leggerezze sono maltollerate. Rispetto ai grandi luminari del passato e al loro sacro lascito è tanta la sensibilità, per non dire suscettibilità, alquanto tipica direi.
Dov'è il conteso?
Una nota esponente nel mondo dei Tarocchi, Tali Goodwin, autrice, blogger e quant'altro, dichiara che dopo lunghe ricerche genealogiche è entrata in possesso dei dipinti originali di questo mazzo misterioso. Non solo, sta per pubblicarlo e divulgarlo al mondo intero!
Ma com'è possibile, se c'è qualcun altro che dichiara di essere in possesso degli originali e questo qualcuno ha l'autorità di un ordine esoterico fondato dallo stesso Waite che si suppone abbia custodito gelosamente gli originali per oltre un secolo?
La più grande scoperta nel mondo dei Tarocchi diventa subito un giallo intrigante, su cui ancora la comunità esoterica tutta tiene il fiato sospeso.
Tali Goodwin mente? Si tratterà di un falso? O per caso esistono veramente due originali del mazzo di Tarocchi più ambito al mondo?
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