Platone fu il primo filosofo a riconoscere all'anima una natura spirituale e dunque immortale. Illustrò nel Fedro (un suo dialogo) un mito in cui questa è paragonata ad una biga: l'auriga e i due cavalli, uno bianco e uno nero, rappresentano ognuno i tre aspetti dell'anima:
L'auriga incarna l'anima razionale, o ragione, che risiede nel cervello. Il cavallo chiaro rappresenta la volontà che si sottomette alla ragione, è la parte dell'anima dotata di sentimenti di carattere spirituale. Il cavallo scuro rappresenta l'istinto che al contrario si ribella e si dirige verso il mondo dei sensi. La guida ne risulta perciò alquanto problematica e la biga deve essere diretta verso l'Iperuranio, luogo metafisico dove risiedono le "Idee".
Curiosamente, se dividiamo i 21 Arcani Maggiori numerati in 3 gruppi
da 7 carte l'uno, scopriamo che vi corrispondono questi tre aspetti
dell'anima.
L'auriga conduce l'intero carro/anima cercando di fermare i cavalli dall'andare in direzioni opposte, per procedere verso l'illuminazione.
Platone intendeva spiegare con questo mito la reincarnazione: una rinascita quale saggio o filosofo ad aspettare chi avesse spronato di più il cavallo bianco, una vita da persona ignorante per chi non fosse riuscito a tenere a bada quello nero.
Il Carro, Arcano Maggiore numero 7, illustra questo mito. Platone suggerisce che l'amore sia la forza che conduce verso il divino, se guidata dalla ragione.
